Il documento programmatico traccia la genesi e gli obiettivi della proposta di deliberazione di iniziativa popolare “Vuoti a Rendere”, presentata al Consiglio Comunale di Torino per introdurre nuove tutele sul diritto alla casa e restituire alla cittadinanza il patrimonio immobiliare in stato di non uso. L’analisi evidenzia come l’abbandono prolungato di decine di migliaia di alloggi rappresenti un paradosso insostenibile a fronte dell’aggravarsi della crisi abitativa, dell’aumento degli sfratti e dell’inadeguatezza dello stock di edilizia residenziale pubblica. Attraverso un pacchetto di misure locali, che include un censimento del patrimonio edilizio, la moratoria sulle alienazioni ERP, il potenziamento dell’agenzia sociale Lo.C.A.Re., l’inasprimento della leva fiscale (IMU/TARI) e il ricorso all’istituto della requisizione per i grandi proprietari in caso di emergenza, il testo delinea le linee guida per superare la speculazione immobiliare e garantire un riuso sociale degli immobili sfitti.
Parole-chiave: Diritto all'abitare
Diritti, libertà, uguaglianza: appello per la cancellazione dell’articolo 5
Il documento programmatico traccia la genesi e gli obiettivi dell’appello promosso da organizzazioni sociali, accademici e istituzioni per l’abrogazione immediata dell’articolo 5 del D.L. 47/2014, la norma che vieta l’iscrizione anagrafica e l’allacciamento ai servizi pubblici a chi vive in immobili occupati. L’analisi evidenzia come questa disposizione, esacerbando l’emarginazione di decine di migliaia di persone, rappresenti un grave ostacolo all’esercizio di diritti costituzionali primari quali la salute, l’istruzione, il lavoro e l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. Superando la parzialità delle deroghe comunali, il testo delinea le linee guida per eliminare una norma discriminatoria che distorce le rilevazioni anagrafiche e impedisce una reale programmazione delle politiche sociali sul territorio.
La residenza anagrafica per le persone senza dimora
Il documento programmatico traccia la genesi e gli obiettivi del position paper di fio.PSD, il network nazionale che unisce organismi e realtà del Terzo Settore per riportare il diritto alla residenza anagrafica al centro dell’agenda politica e sociale. L’analisi evidenzia come la privazione della residenza, esacerbata dall’inerzia burocratica dei Comuni e dalle prassi amministrative arbitrarie, rappresenti ormai il principale fattore di invisibilità e di negazione dei diritti costituzionali e dei servizi essenziali per le persone senza dimora. Attraverso una serie di proposte d’azione articolate tra livello nazionale e locale, il testo delinea le linee guida per superare le barriere d’accesso all’anagrafe, invocando la piena applicazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), l’istituzione delle vie fittizie e una governance multilivello basata sull’inclusione e sul riconoscimento della dignità individuale.
Di Casa a Roma. Un’indagine sull’abitare
Il documento sintetizza le analisi e le proposte del dossier “Di Casa a Roma” di Nonna Roma per riportare il diritto all’abitare al centro del dibattito e superare la gestione emergenziale della casa. A livello nazionale si evidenziano l’aumento dei canoni (+13,8%), una forte incidenza della povertà tra gli affittuari (21,2%) e il definanziamento dei fondi per affitto e morosità incolpevole. Su base locale a Roma si denunciano 162.000 case sfitte, oltre 17.000 famiglie in graduatoria ERP con tempi di attesa decennali e la pressione di oltre 30.000 affitti brevi che saturano il centro. Tra le soluzioni si propongono l’acquisto e il recupero del patrimonio sfitto anziché nuovo consumo di suolo, la regolamentazione delle piattaforme turistiche e l’operatività dell’Agenzia Sociale per l’Abitare per calmierare il mercato privato.
Decalogo di proposte per un diritto all’abitare equo, sostenibile e solidale
Il documento sintetizza le linee guida dell’Alleanza per l’Abitare, rete unitaria nata in Toscana per riportare il diritto alla casa al centro dell’agenda politica e superare la gestione emergenziale dell’abitare con un decalogo di proposte su scala statale e regionale. A livello nazionale si chiedono l’Istituzione di un Ministero della Casa, un piano da 600.000 nuovi alloggi popolari, il ripristino dei fondi per affitti e morosità incolpevole, la regolamentazione delle locazioni brevi e la graduazione degli sfratti per garantire il passaggio da casa a casa. Su base regionale si propongono un Piano Casa da almeno 20 milioni l’anno, il censimento degli immobili sfitti e pubblici dismessi, la rinegoziazione calmierata dei canoni tramite social housing concordato e la possibilità per i Comuni di porre freni urbanistici alla turistificazione.